A decorrere dal 1° luglio 2010, l’art. 25 del DL 78/2010 ha previsto l’obbligo, per le Banche e le Poste italiane S.p.A., di operare una ritenuta del 10% a titolo di acconto delle imposte sul reddito dovute dalle imprese, all’atto dell’accredito dei pagamenti relativi ai bonifici disposti dai contribuenti per usufruire di oneri deducibili o per i quali spetta la detrazione d’imposta.
Tale obbligo opererà, di conseguenza, anche con riferimento ai pagamenti effettuati con bonifico relativi a spese per le quali sono riconosciute la detrazione IRPEF del 36%, fermo restando che, con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, saranno successivamente individuate nel dettaglio le tipologie di pagamenti nonchè le modalità di esecuzione degli adempimenti relativi alla certificazione e alla dichiarazione delle ritenute operate.
In merito, l’ANCE ha già intrapreso le più opportune iniziative per ottenere un ripensamento da parte del Governo, tenuto conto che la ritenuta del 10% si traduce unicamente in una minor disponibilità monetaria per le imprese esecutrici degli interventi e che l’Amministrazione Finanziaria dispone già di tutti gli strumenti idonei a selezionare le posizioni da assoggettare a verifica.
Questa è la sorpresa che i primi giorni di luglio ha lasciato increduli molti imprenditori edili impreparati all’evento. Le trattenute ritrovate sugli estratti conto hanno lasciato a bocca aperta molti operatori del settore:nel già difficile momento si dovrà far fronte ad un ulteriore deficit di liquidità.
Si è parlato sottovoce della ritenuta d’acconto sui bonifici ed evidentemente sottovoce si è fatto notare l’inopportuno inserimento di un vincolo del genere proprio in questo momento.
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